Analytic Psychocatharsis

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Perque psicocatarsi analitica?

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L´Anima corporalmente malata. Una introduzione corta nel procedimento psicoterapeutico "Psicocatarsi  Analitica" sviluppato di Dr. Günter v. Hummel, Monaco, Germania.

 

Nel mio libro "Psicocatarsi Analitica" ho provato di descrivere un nuovo procedimento psicoterapeutico, che è derivato della psicoanalisi, ma include anche metodi come il "Autogene Training" e altri metodi meditativi usati. Questi metodi per se solo hanno il svantaggio, che escono di già del conscio o danno un senso già dato fin dal principio. Per vero i metodi della meditazione sono più immaginativi e figurativi, ma trascurano l´inconscio più verbale, più letterale, che della psicoanalisi sono ritenuto per molto importante. Durante l´elaborazione della psicoanalisi S. Freud ha detto, che l´inconscio esiste da due parte: uno è e rimane nella sua sostanza inconscio, il è più primitivo e più figurativo. L´altra parte è più verbale, letterale (chiamato di Freud preconscio), e può essere fatto  più conscio per la interpretazione degli sogni, della "associazione libera" o dei atti mancati e dei sbagliarsi verbali.

Questa via classica della psicoanalisi è per vero più scientifica e più comprensibile intellettualmente, ma contemporaneamente molto esteso e pertinace e non può essere usato per i problemi psicosomatici, perché in questo caso un accesso al inconscio più primitivo e figurativo sarebbe necessario. Pero questo riuscirebbe  più con questi già sopra nominati metodi della meditazione e del "autogene Training", anche se ci soni i svantaggi del senso già dato dal principio e il manco di una teoria chiara. Non è possibile di sviluppare un procedimento che si può praticare a casa come una meditazione, ma malgrado ciò si può usare e integrare la scienza del inconscio psicoanalitico?

Sembra, che nel primo passo metodi terapeutici coma la psicoanalisi e la meditazione (Autogenes Training) si contraddicono totalmente. Ma basta una considerazione semplice per vedere, che si tratta nelle due metodi della stessa cosa e che sono molto simile: cosi, il psicoanalista deve ascoltare al suo paziente con - come Freud ha detto - "attenzione ugualmente fluttuante", altrimenti il discepolo durante la meditazione deve ascoltare colla uguale attenzione fluttuante in se stesso. Tale quale le "associazione libere" (le idee spontanee che vengono in mente) corrispondono alle idee libere chi sorgono nella meditazione, in quanto che siano condotti per una direzione semplice. Solo nel questo "condotto" terapeutico esiste una differenzia. Il psicoanalista è personalmente più presente, invece nella meditazione la persona fisica del maestro perde d´ importanza. Ma se si usa nella meditazione formulazione, chi sono per vero alla limite linguistica della lingua, però corrispondono in modo scientifico al concetto psicoanalitico, si può trascurare e superare questa differenzia. Perché nel ultimo senso la "presenza" del insegnante è una presenza di un simbolo molto forte, ma sì del "simbolico" francamente! Così si potrebbe dire, che per un metodo siffatto la psicoanalisi rende la teoria migliore, altrimenti per la insistenza della pratica la meditazione rende successi terapeutici più diretti. Allora, come si può unire questi due direzione, chi sembrano tanto diversi? Un procedimento con quale si può arrivare più facile a questa parte più e primitivo inconscio? Dunque, appunto per l´ uso di questo simbolo francamente, questo simbolo formulare, ma si, per questo simbolo addirittura matematico, che io descriverò più tardi sotto la idea del PAROLA-FORMULA.

Come si sa S. Freud ha dichiarato gli elementi primi, i primi principi del suo insegnamento come pulsioni (istinti), un concetto che è tante volte frainteso. Le pulsioni di Freud non hanno niente da fare con gli impulsi o istinti, solo in un senso più lontano si tratta nei pulsioni di una forma sessuale. In contrario qualche volte Freud chiama i pulsioni "enti, caratteri mitici, chi sono grandi nelle sue indeterminatezze". Allora, sono come Dei o eppure enti simbolici forti. Freud ha trovato che ci sono due pulsioni basali, due pulsioni avversarie: i pulsioni di Eros o della vita al una parte e i pulsioni di morte al altra parte. Ma questo modello della psiche ha fatto cattiva prova. Il psicoanalista francese J. Lacan  ha fatto una altra formulazione del concetto pulsione-struttura Freudiana. Se già parliamo dei pulsioni il è stato ovvio di prendere una cosa tanto importante come la percezione, il tatto, lo sguardo come punto principale per un primo pulsione e afferrarlo sotto la idea di una pulsione di vista (pulsione di percezione, pulsione dal interno). Poi il altro pulsione primo è adatto  bene al pulsione di espressione, pulsione di  invocazione, perché  in verità l´uomo è un essere parlante. Con questo concetto troviamo anche una via ideale per la combinazione delle due metodi (psicoanalisi / meditazione).

Dunque qualcosa visuale-visivo, qualcosa del modo geometrico, una forma del "vedere" elementare o anche più chiaro:  un SPLENDE (raggia, irradia) forse è più applicabile a questo che è intento col pulsione di vista del Freud. Anche il tatto primissimo e tutte percezioni primissimi sono nel psichico organizzati, convertiti e accumulati nel stesso modo, cioè nel modo geometrico, "topologico"[1]. Perciò io penso che sia migliore di parlare direttamente solo di un GUARDA, un SPLENDE che del pulsione di vista o altre cose. Lo SPLENDE è qualcosa che esce di noi e entra da noi come linee di una tendenza percettiva e irradiante. Questo SPLENDE si trova anche nel centro della meditazione debbiando concentrarsi su un interno dato immediatamente - vuol dire su un modo della percezione interna, su un certo SPLENDE (raggia, irradia). E poi noi possiamo anche capire il pulsione di invocazione in un altro modo che solo come un pulsione, una tendenza di parlare e esprimersi. Si tratta più di una tendenza generale per l´articolazione simbolica. Un pulsione, una tendenza di questa moda non esiste ai animali (questo vale anche per lo SPLENDE, perché è un modo totalmente diverso della percezione del animale).

Tutte le attività umane sono anche in un certo modo espressioni simbolici, articolazioni dei connessione complesse. Non è per nulla che parliamo del vocazione di una cosa che ha da fare colla voce, col vocale. In contrario alla condotta dei animali l ´uomo produce dei atti e fa questo - molte volte inconscio - nel senso di una articolazione vocale, linguistico. Dunque possiamo chiamare la tendenza di fare articolazioni organizzati in forma dei segni grammaticali in analogià del SPLENDE und PARLA (dice, suona). Esatto in questa maniera lo troviamo anche nella meditazione, se per esempio parole di formula (come 'mantre', formule suggestive, orazione, Koans)  sono pregato di riverberare intrinseco,  in pensieri. Questo PARLA, allora il secondo dei pulsioni primi, costituisce insieme col primo, con lo SPLENDE, il inconscio umano, che forma anche la base di tutti meditazioni. Cosi nello SPLENDE si tratta più del inconscio figurativo, più primitivo e nello PARLA si tratta del preconscio, l ´inconscio più verbale.

Già il filosofo Hegel ha detto, che "la parola è il assassinio della cosa". Per la tendenza nostra al PARLA noi perdiamo la connessione primitiva colle cose. Perdiamo il paradiso nel quale le cose hanno SPLESSE. Per questo in cambio noi possiamo produrre idee, astrazione e possiamo muoverci nel PARLA puro. Dunque lo SPLENDE / PARLA  si stanno in fronte legati, combinati come tendenze prime di noi stessi. Non vorrei dire più delle teoria psichica. Piuttosto è necessario di dimostrare la pratica psicoterapeutica, che ci rimette nei miei libri. Vogliamo fare della teoria già dimostrata due esercizi pratici come si fa nella meditazione o nel grado superiore del "Autogene Training", dove si include già da lungo tempo pensieri psicoanalitici. Procedendo in questo modo (usando lo SPLENDE / PARLA) riusciamo una cosa come una psicoanalisi "rimediato in contrario".[2] In contrario alla psicoanalisi classica abbiamo cosi una altra e più diretta entrata al inconscio. Poi si può parlare - invece della meditazione - di una "Psicocatarsi Analitica" e anche della scienza congetturale.[3]

Nel primo esercizio seduto in un modo comodo (e forse nel principio anche con gli occhi chiusi) si deve badare a qualcosa come sia lo SPLENDE. La formulazione molto usata nella meditazione della percezione di una "luce" è infelice e pieno di contraddizioni. Finalmente non si tratta in verità di una luce che si vede nella meditazione! Il concetto del SPLENDE - una forma della vista (sguardo, pulsione) inconscio - è realmente più giusto e la maggior parte delle uomini realizzalo presto. Come la psicoanalista francese F. Dolto ha parlato del "immagine del corpo" si tratta di una pittura che si spicca come un SPLENDE del  corpo stesso. Qualche volte si può più avere un sentimento del questo immagine che si può "vederlo". Si tratta di un immagine, che abbiamo sempre in un modo inconscio del nostro corpo eppure alla base organizzati topologicamente dei tutte le percezione che abbiamo avuto. Uguale: in ogni caso durante l´esercizio del attenzione al SPLENDE (basta se si ha l´intenzione del carattere di un SPLENDE, anche il colore nero dietro degli occhi è un SPLENDE) si deve riverberare in pensieri questi parole - formulE che voglio spiegare subito.

Daccapo: Il primo esercizio consiste di badarsi al SPLENDE e di riverberare nello stesso tempo una o parecchi PAROLE - FORMULA in pensieri. Se si riverbera lentamente, forse con piccoli intervalli, sorge un rilassamento che in ricambio aiuta badare, percepire lo SPLENDE. Cosi sorge un oggetto ideale della meditazione (psicoanalitico: oggetto di traslazione[4])

Questi PAROLE - FORMULE corrispondono esatto al inconscio, dal quale Lacan ha detto, che il è costruito come una lingua, coma la lingua del Altro. L´inconscio nel ultimo senso è costruito come questa combinazione del SPLENDE / PARLA, costruito "topologicamente", si, si potrebbe dire costruito come segni geroglifici (Segni di immagine, SPLENDE) e parole (PARLA).[5] Questo sappiamo specialmente dei segni immagine-parola (rebus), che Freud ha dichiarato la via regià al inconscio. Ma anche in un caso dei atti mancati o lapsus lingua si può vederlo. Cosi una volta Heinrich Heine ha raccontato una storia di un uomo, chi ha voluto far pompa della conoscenza del ricco barone Rothschild. Ha voluto dire, che sia congiunto con lui come "familiare", ma in verità ha detto. " Sono con lui come "famillionare". La verità, che siano solo gli milione, che hanno fascinati, sono sdrucciolati dal inconscio. Come si trova nel "famillionare" una significazione multipla, cosi anche si può trovare la stessa cosa nei PAROLE-FORMULA, chi sono fatti di tre o più significazioni figurativi (presentazioni, idee). Ma adesso sono usati in contrario al lapsus lingua, vuol dire in un modo costruttivo.  Perché la PAROLA-FORMULA costituì solo una formulazione - sebbene in questa formulazione, in questo "treno della parola" nascosta una maggioranza dei significati - sveglia l ´inconscio. Cioè questa PAROLA-FORMULA ha parecchie interfacce e quando si legge o parlalo rispettivamente di una altra interfaccia sempre risulta una altra idea, presentazione esatto come nel esempio già dato:  si può sentire "familiare", "milione" o anche "famillionare". Per questa maggioranza dei immagine e parole funziona l ´inconscio. Se si esercita per riverberazione in pensieri una PAROLA-FORMULA (adesso fatto in un modo costruttivo), si immischia, ingrana, nei questi interfacce del inconscio costretto in stesso modo e può aprirlo e modularlo.

 

Abb.3 La complessita di tre significati  sono. qui scritto tra di loro nel modo dei suoi carateri imagine /    parola (SPLENDE / PARLA)

fa     mil   i        är

mill   i on   är

fa     mill    i on  är

 

Una PAROLA-FORMULA provenendo della lingua latina che è ottimo adatto per questo procedimento si chiama per esempio

AL - IT - ER - AS - UM

Nascosta là dentro „aliter asum" (non sono qui come un altro) ma anche: „summa litera" (la lettera più alta) e poi  „malit erasum" (vorrebbe cancellarsi), „era sum alit" (sono una donna chi alimenta), A litera sum (sono il lettere A) e tanti altri significazioni, chi sono in somma non importante e chi sono anche un poco assurdi. Ma si tratta della stessa cosa come nel sogno che anche è assurdo e del quale malgrado si può tirare und senso nascosto. Nel procedimento non eserciamo le idee isolate della PAROLA-FORMULA, ma la formulazione totale, occupata. La scomposizione alle interfacce singole è solo importante per la argomentazione scientifica e la comprensione intellettuale della costruzione dei PAROLE-FORMULE: che sono costruite nel stesso modo come l ´inconscio. Che tutte le idee, presentazioni non possono risultare in un senso conscio o in un senso di una storia coerente. Allora, che sono costruite come l´assurdità del sogno o - nel esempio - il „famillionare", che si composta da diversi idee inconsce. Se ci appoggiàmo sulla comprensione intellettuale del questo procedimento colle PAROLE -FORMULE, che stanno a un margine linguistico, poi è, perché ci troviamo in un tempo scientifico, nel quale siamo più familiare che con una professione di fede di tempi passati, nel quale il senso di Dio è stato più intimo. Io ho scritto in una pubblicazione più prima che i fondatori delle religione si hanno usato anche di questi procedimenti meditativi e poi ritorniamo alla questa pratica. I fondatori primari solo non hanno usato una entrata scientifica.[6]

 

Allora, un altra volta la pratica: Sediamo in un modo comodo e riverberiamo in pensieri lentamente questo (o anche parecchie) PAROLA-FORMULA guardando nei stessi momenti al SPLENDE, al questo sentimento di un immagine del corpo o a una cosa che corrisponde in uguale qual modo a un SPLENDE. Può essere che si deve aspettare qualche tempo fino questo SPLENDE, questo sguardo secondo che non ha da fare con gli occhi e che si trova nel inconscio permanente, si presenta. Tanti uomini conoscono questi immagine prodotto del computer, che si deve simile come con questo „sguardo secondo" fissare, cioè fissare con un sguardo andando lontano ma nel carattere vuoto, e poi ci scoprirono realmente, che abbiamo un sguardo inconscio vedendo un immagine dietro del primo immagine. Come già spiegato non si tratta di un sguardo ma di un SPLENDE. Qualche volta non è più che il „nero" dietro o avanti degli occhi, man in questo momento se è un „nero", un colore, è un secondo immagine, un raddoppio del attenzione. Questo primo esercizio (riverberazione della PAROLA-FORMULA con attenzione al SPLENDE) facciamo circa 10 minuti.

aliterasum20001

Se si scrive questa PAROLA - FORMULA in un circolo si puo capire piu semplice in quale modo questo procedimento therapeutico funziona. Poi si puo imaginare que succeed se si comminca leggere la PAROLA - FORMULA sempre comminciando da un altra lettera. Come nel inconscio, dove si trovano tre o piu diverse significati topologicamente tornati, anche questo circolo contiene tanti significati diversi.



 

 

Poi cominciamo con il secondo esercizio. Questo esiste nella concentrazione al PARLA, che non vuol dire a una voce, che sarebbe assurdo, ma sul appello, sul invocazione, „suono", „risonanza" che si articola permanente nel nostro inconscio, che volge l´attenzione al Altro inconscio (una altrità che è stato nei primi giorni nostra madre e con gli anni diventa più e più un luogo del quale crediamo, che si può risponderci (come un Dio). Il filosofo Heidegger ha parlato della „soneria della tranquillità", che forse esprime in ottima maniera lo PARLA. Nei tanti meditazioni si parlano del "suono", che si può sentire nel interno, ma questi idee sono erronei, perché questo esercizio secondo non ha da fare qualcosa con un suono fisico. Si tratta piuttosto di  - come dice Lacan - un „mormorio universale". Questo consiste degli resti dei nostri sentiti e parlati pensieri nel inconscio che non sono portato a un fine, a una conclusione, ma noi ci concentriamo adesso solo al „mormorio" come una risonanza linguistica, a una risonanza musicale dei nostri pensieri inconsci e riceviamo cosi una concentrazione a un PARLA solo. Questo PARLA sembra di venire dal centro (sopra, destro) nella testa, perché ha da fare qualcosa col nostro centro linguistico nella sinistra parte del cervello (anche cosi è solo risonanza della parte sinistra, sentito alla parte destra. Ma ha da fare anche qualcosa di una orientazione topologica, che si esprime nella affinità di "diritto", "destro", "retto").

Un  altra volta: noi ci concentriamo nel questo esercizio a una cosa che corrisponde al nostro PARLA, che è una cosa elementare di noi stessi, "il eco del discorso" dei nostri pensieri. Nella informatica si parla del "mormorare bianco" che ha - in quanto a questo si tratta del inconscio - per noi più importanza che le onde informatiche del conscio. Non è necessario di avere attenzione a qualcosa che si potrebbe sentire chi sa donde, perché il tintinnio fine del PRALA esiste sempre da noi e comunica sempre una sensazione di un sostegno interno. Anche questo esercizio dura circa 10 minuti.

Dunque: in che cosa consiste la esperienza di questa pratica? Ritorniamo alle due pulsioni primarie. Dapprima lo SPLENDE. Emergeranno immagine, reminescenze del nostro passato non assimilato. Perché tutti questi fenomeni sono legati colla PAROLA-FORMULA (durante l´esercizio) riceveranno una certa struttura e ordine topologica, cioè  possiamo sopportarle e veniamo a saperle senza di essere immerso in sonno o essere distratto. Io ho chiamato questa esperienza "l´attenzione del Altro",[7] perché siamo in un stato di una attenzione chi sembra di venire opposto di noi (sebbene si tratta di una esperienza nel nostra testa). Già questa esperienza dirige al inizio di una forma del PARLA, perché ho spiegato che la topologià è già una forma simbolica. Ma solamente quando facciamo l´esercizio secondo, questo del PARLA francamente, comincia una altra esperienza, che ho chiamato "la chiamata, l´incarico del Altro". Cioè lo PARLA, l´ eco dei nostre "associazione libere" lascia emergere pensieri, che  ci dirigono sempre in nuove corse delle pensieri, ma insomma - perché sono in combinazione col esercizio prima (SPLENDE e PAROLA-FORMULA) - rimangono in distanza e lasciano cosi generare il "Psicocatarsi Analitica": una possibilità di formulare sempre più conscio nostre tendenze, impegni e intenzione in una forma sempre più chiaro. E "l´ultima chiarezza non significa altro cosa che "la chiamata e l´ incarico del Altro".

Il risultato delle esercizie diventa più imposante, quando risulta in qualche forme che Freud ha chiamato "sentenze codici", Questi consistono in formulazioni corti, pregnanti qui hanno subito un significato chiaro e non debbono essere interpretati specialmente. Funziona cosi come un pensiero corto viene da lontano o come emergenti da und grande profondità.

Posso spiegare questa esperienza per un esempio umoristico: qualcono qui e stato critico in confronto di questa "Psicocatarsi Analitica" ma ha già operato le esercizie da un certo tempo, ha avuto uns volta la impressione, sensazione di lontano, "Niente detto"! Ma nel stesso momento ha realizzato que e stato dette   nondimeno, cioè  questi due parole "niente detto". Ma non solo questo ha lui convinto que la pratica del "Psicocatarsi Analitica" funziona, il ha capito anche come funziona l´inconscio: cioè per contro investimento, per un 'intorno altrimentato' del inconscio alla conscienza. Perche nella coscienza ha avuto la opinione che la  "Psicocatarsi Analitica" non "dice niente", è matto, zero. Ma l´inconscio ha fatto nello stesso momento und piccola rivelazione, una interpretazione vera: cioè que lui ha avuto una resistenza psicologica, che l´inconscio può dire la verità realmente.

Fatto una esperienza in questo modo è differente che di avere durante la pratica  il dubito cosciente, la riflessione cosciente: ah, potrebbe essere che qualcosa non è in ordine con questo metodo. Il esercente sarebbe stato convinto solo per una logica esterna e debole. Ma quando questa sentenza "niente detto" e venuto dal intero, dal inconscio come la "voce del oggetto" di che si tratta, la convinzione è una differente. A (L´Altro) ha parlato e questo produce una conoscenza codica (analitica) e anche4 un poco di una catarsi (liberazione)

Questo procedimento allora corrisponde esattamente al procedimento psicoanalitico. Come il psicoanalista la PAROLA-FORMULA è un oggetto ideale della traslazione. Ascolta attentamente e dopo un tempo abbastanza lungo anche mette fuori una significazione. Questa significazione è costrutto nel stesso modo come quale del psicoanalista, perché non è una risponda alla demanda del paziente, una risponda diretta sul piano del conscio, ma una corrispondenza della combinazione dei pulsioni (SPLENDE / PARLA), una risponda del inconscio. La ripetizione permanente della formulazione formula riconduce la demanda al pulsione e esattamente questo effettua anche l´interpretazione del psicoanalista. Se io riverbero in miei pensieri la PAROLA-FORMULA  i movimenti del SPLENDE e il mormorio del PARLA lo avvolgono, lo circondano, perstringono fino una risponda è trovato. Fino una nuova struttura, nuove contenuti del "Psicocatarsi Analitica", si, in estreme una nuove PAROLA-FORMULA si avrà formato. 

 

Per approfondirsi questa letteratura è raccomandata:

Freud, S., Abriss der Psychoanalyse, Fischer Taschenbuch (1996)

Lacan, J., Die vier Grundbegriffe der Psychoanalyse, Walter (1980)

Hummel, G. v., Analytische Psychokatharsis BoD (2009)

 


[1] La Topologià è la dottrina dello spazio, chiamato anche Geometria Non-Euclidica. Un triangolo può avere - situato per esempio sul una palla - linee piegate e poi gli angoli hanno più o meno (so sono piegato negativo) di 180o. Se noi ci dobbiamo pensare il psichico come organizzato in un modo "topologico", poi questo significa che il è costruito, immaginato per modelli, formi o segni  molto flessibili, molto elastici.

[2] Questo è anche il titolo di un seminario di J. Lacan: L'envers de la Psychanalyse (1991)

[3] Scienza congetturale significa scienza della congettura, un concetto che viene della matematica. Se per un certo metodo scientifico un pensare è preteso, che è costruito per esercizi molto precisi e per pratica più e più precisati si può anche parlare di un "Psicoca tarsi Analitica".

[4] La traslazione è un concetto centrale nella psicoanalisi. Con traslazione è inteso che il paziente trasferisce, "traslate" significati chi hanno origine da tempi più primi o da altri ambiti al psicoanalista. In questo senso il psicoanalista diventa un oggetto ideale della traslazione.

[5] Segni di imagine, SPLENDE corrisponde più al inconscio primitivo, lo PARLA più al preconscio.

[6] Signifikant Gott? BoD Verlag (2010)

[7] Hummel, v. G., Yoga und Psychoanalyse, Bod (2003)

 

 

Analytic Psychocatharsis - A new method in Psychotherapy

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